Clara Lunardelli su "Gente Libera"

Scritto da Super User. Pubblicato in Recensioni

Trento, 1 luglio 2017

Caro Roberto Corradini, complimenti!.. Il tuo romanzo “Gente Libera”, similmente all’altro libro “Il sangue e l’inchiostro”, mi ha “condotta” nella vita dei protagonisti. Condotta è la parola giusta. Mi son sentita un po’ “zia Valeria” pure io, per l’affetto che ho sentito sgorgare da lei nei tuoi confronti. Mi son sentita un po’ Giovanni Battista, nelle sue sofferenze e cadute. Ho sentito la forza della giovinezza e dell’amore nel matrimonio tra Carmela Libera e Beppino e, nelle tue pagine finali, ho assaporato la grande speranza che ha dato sollievo a tutti nell’immediato dopoguerra.

Nelle storie “comuni” e pure straordinarie che tu racconti - oltre a una sorta di grazia e positività - c’è anche una sorta di utilità: quella di esortare a non dimenticare e quella di offrire la possibilità di riflettere ai tanti che conoscono poco del secolo tremendo che va dal 1850 al 1950. Ma soprattutto, ci sono le “nostre” radici trentine (ma non solo trentine). Sì, le radici prolungate, infinite che ci hanno consentito di essere qui, vivi e forse utili, a nostra volta.

La tua scrittura non è letteratura astratta che nasce dalla pura immaginazione. Il tuo stile è diretto, profondo, dà parimenti spazio alle emozioni e ai fatti. In entrambi i tuoi romanzi epistolari - sebbene siano diversi i protagonisti e i contesti - c’è infatti la stessa voce diretta del cuore e ci sono tanti fatti di verità che affondano le loro radici nel territorio (non solo Trentino, ma anche nel resto d’Italia, d’Europa e d’America) e pure nell’esperienza diretta di tanta nostra gente (ad es. mia madre ottantenne -quinta elementare - oltre ad aver pianto già alla prima lettera di “Gente Libera”, si è immedesimata con i tuoi personaggi con estrema facilità).

Le 400 pagine del tuo "Gente Libera" non pesano, anzi; i salti temporali non confondono il lettore, danno slancio e scatto alla storia della famiglia Libera, esaltano la solidarietà e l’affetto garantito dalle sorelle Cestari (personaggi tutt’altro che secondari), tracciano una trama che non si perde mai di vista, che si vede sempre in filigrana.

Per questo, ti ringrazio della storia che hai condiviso e ti invito a dedicarti ancora alla tua passione di scrivere, con slancio e fede. A proposito di fede, nei tuoi romanzi ho avvertito più volte vibrare un profondo senso … religioso. Sbaglio, forse?.. Caro Roberto, ti esorto a scrivere ancora.

Clara Lunardelli, 1 luglio 2017

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